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  • Alimentazione Antinfiammatoria e Movimento per il Benessere Estivo

    ESTATE

    Con l’arrivo del caldo avere cura del nostro sistema circolatorio e  linfatico  è di primaria importanza.

    Le temperature afose tendono infatti a creare un rallentamento dei nostri due apparati circolatori.

    VASODILATAZIONE

    Perché succede? Perché avviene una vasodilatazione; le vene si dilatano per aiutare il corpo a disperdere calore. E’ un processo naturale che ci mantiene in vita, e per fortuna che la natura ha pensato a tutto!

    Però purtroppo ogni modificazione di quella che in gergo viene definita “omeostasi”, porta con sé degli effetti collaterali.

    Quando c’è caldo il corpo tende a surriscaldarsi, le nostre vene e i nostri capillari venosi iniziano a dilatarsi per abbassare la temperatura interna, e questa vasodilatazione porta il sangue a ristagnare maggiormente nelle zone periferiche, ovvero quelle più distanti dal cuore.

    MA NELLO SPECIFICO COSA SUCCEDE?

    UN PO’ DI FISIOLOGIA..

    Il sangue arterioso, per andare a nutrire tutto il nostro organismo (sai che è proprio il sangue a trasportare tutti i nutrienti, ma non solo quelli, trasporta anche gli ormoni necessari al nostro benessere e alla vita); ecco, per arrivare a nutrire tutte le nostre cellule si avvale di una rete intricata di capillari.

    I capillari non sono solo vene più piccole (e brutte), ma hanno proprio una struttura diversa rispetto alle vene e alle arterie.  E come dicevo prima nulla è lasciato al caso!  Infatti i capillari (in questo caso i capillari arteriosi) hanno proprio il compito di rilasciare, grazie alla loro permeabilità e alla  “trama” larga di cui sono fatti, tutti i nutrimenti.

    Le cellule, in fase “digestiva”, rilasciano in questo liquido (plasma) i loro scarti.

    Quest’ultimo, che in questa fase è detto liquido interstiziale proprio perché si trova negli interstizi, ovvero negli spazi “vuoti” tra una cellula e l’altra, in un sistema che funziona normalmente non rimane a lungo in giro, ma grazie ai capillari venosi e ai vasi del sistema linfatico viene immediatamente riassorbito, filtrato, poi in parte rimesso nel flusso sanguigno e in parte eliminato.

    IL RISTAGNO DEI LIQUIDI

    Quando, per una qualche ragione (quale per esempio il caldo e/o lo stile di vita, e/o una fase di vita come la gravidanza, la menopausa, il sovrappeso, la congestione pelvica, la sedentarietà, post intervento chirurgico, ecc..) il ritorno venoso verso il cuore rallenta, i capillari (in questo caso i c. venosi) non riescono più a gestire questo compito in modo efficace ed efficiente e inizia ad accumularsi più liquido di scarto libero negli interstizi di quanto se ne riesca a portare via.

    I capillari si congestionano e un primo segno visibile soprattutto per chi soffre in modo cronico di problemi circolatori sono proprio questi antiestetici capillari che, se nella normalità delle cose sono invisibili all’esterno, nella anormalità del funzionamento diventano ben visibili sulla cute creando delle “ragnatele” poco carine a vedersi. Questo è sempre segno di sofferenza venosa, da valutare angiologicamente, e non solo dal chirurgo estetico.

    INFIAMMAZIONE

    Questo liquido interstiziale che inizia a rimanere più del dovuto in giro, oltre ad accumularsi e creare gonfiori visibili, crea uno stato infiammatorio interno. E’ proprio lei, l’INFIAMMAZIONE, la colpevole di tutte le nostre disgrazie estetiche! (In situazioni più serie non solo estetiche).

    Ma veniamo all’altro spazzino dedito al lavoro di raccolta ed eliminazione del liquido interstiziale: il sistema linfatico.

    IL SISTEMA LINFATICO

    Il sistema linfatico è un sistema composto da vasi (chiamati collettori) presenti nella quasi totalità dei tessuti del corpo, che tramite una rete di capillari (capillari linfatici), raccolgono il liquido interstiziale in eccesso e lo portano verso le nostre stazioni linfonodali dove viene filtrato e reimmesso nel sangue.  I capillari linfatici sono ancora più permeabili dei capillari sanguigni, riuscendo così a raccogliere particelle relativamente grandi e concorrendo alla nostra immunità.

    Il liquido interstiziale, quando viene aspirato dal sistema linfatico, prende il nome di LINFA.

    COME FUNZIONA

    Il sistema linfatico è un sistema che funziona molto più lentamente del sistema sanguigno, perché non può godere della forza propulsiva del cuore per far avanzare la linfa lungo i suoi “canali”.  

    Può giovare solo di due aiuti: 

    • Uno è situato sotto la pianta del piede, è una vera e propria soletta che se sollecitata (con la deambulazione), attiva una spinta della linfa lungo i dotti linfatici.
    • L’altro è situato poco più su, ovvero è l’attivazione dei muscoli che compongono il nostro polpaccio (ad esempio fare le scale), ma oltre a quelli  tutto il nostro sistema muscolare aiuta il defluire della linfa, tant’è che l’uomo, tendenzialmente avendo un apparato muscolare più sviluppato e meno sbalzi ormonali, non ha queste problematiche.

    Quando si verifica una stasi di questo liquido interstiziale, è quindi fondamentale capire che i protagonisti che si stanno giocando la partita sono tanti. E non basta una cosa per risolvere magicamente il problema.

    Diagram of human lymphatic system with labeled lymphatic vessels, lymph nodes, and lymphoid organs
    Detailed diagram of the human lymphatic system showing vessels, nodes, and organs

    INFIAMMAZIONE, CONGESTIONE, FIBROSI, NODULI

    Tutto rallenta, si forma congestione, si crea infiammazione, l’infiammazione crea fibrosi, noduli, che a loro volta comprimono ulteriormente i vasi, insomma è una situazione complessa che non si risolve di sicuro con una crema o un bendaggio o una settimana detox o una tisana drenante.  

    Tutte cose valide per contenere la “sintomatologia” visiva ma inefficienti per curare la causa.

    In estate il problema, per chi ha questa predisposizione, si acutizza e rende più visibili gli inestetismi derivanti da questa stasi e da questo stato infiammatorio:

    piedi che si gonfiano dopo una giornata in giro, caviglie che si gonfiano, gambe pesanti o a volte anche dolenti, pancia più gonfia, affaticamento, viso gonfio al risveglio, disturbi digestivi, cute più secca, avvizzita.

    E CONCRETAMENTE COSA POSSIAMO FARE?

    Innanzitutto non spendere troppi soldi in cosmetici, integratori, e rimedi esterni ma iniziare agendo dall’interno.

    A TAVOLA

    Uno stato infiammatorio per prima cosa lo spegni a tavola. Quello che ingerisci può alimentare le fiamme o può spegnere l’incendio.

    Un alimento altamente infiammante da ridurre drasticamente è lo zucchero, che ingeriamo quotidianamente in grande quantità sotto varie forme, solide e liquide.

    Alimenti fortemente disinfiammanti sono invece gli ortaggi, che in questa stagione dovrebbero rappresentare la base della nostra alimentazione.

    Una piccola parentesi olistica:

    se osservassimo la natura, di cui facciamo parte, sapremmo già cosa fare. L’estate in natura ci regala tantissimi frutti e tantissimi ortaggi colorati; un invito a modificare la nostra alimentazione sul naturale! Tutto ci parla, sta a noi volerlo ascoltare!

    L’idratazione, a maggior ragione quando fa caldo, deve essere adeguata (ma bastano i telegiornali a ricordarcelo)!

    IL MOVIMENTO

    Il secondo punto è il movimento. La camminata ma non solo. Ho scritto prima che il sistema linfatico ha bisogno dei muscoli per funzionare efficacemente. Non ha un meccanismo suo che fa avanzare i liquidi che trasporta, a parte qualche valvola che però da sola non può spostare tanta linfa; ha bisogno di una sollecitazione del piede e dei muscoli. Che può arrivare solamente da noi. Il nuoto e il movimento in acqua sono un toccasana per le problematiche del sistema circolatorio e linfatico.

    Se i primi due punti sono FONDAMENTALI per cambiare una situazione più o meno compromessa, il terzo e ancor meno quelli a venire sono collaterali.

    IL LINFODRENAGGIO

    Il terzo punto sono i trattamenti linfodrenanti. Il linfodrenaggio manuale, Vodder o Leduc, non curano l’infiammazione in modo diretto come può fare invece l’alimentazione, ma fungono da sistema di pompaggio per far risalire i liquidi, aumentando così la portata del sistema linfatico che di suo è molto lento.

    Il linfodrenaggio manuale è una tecnica dolce, superficiale, perché non deve andare a lavorare il muscolo ma bensì deve agire sotto il derma, il cui spessore varia in base alla conformazione fisica; infatti il derma include anche lo strato adiposo. I liquidi stazionano al di sotto di esso.

    Il linfodrenaggio manuale inizia con l’apertura delle stazioni linfonodali dello sterno, della testa, del cavo ascellare, dell’addome, dell’inguine, del cavo popliteo e all’altezza della caviglia.

    I LINFONODI

    Se queste stazioni linfonodali sono congestionate perché coinvolte dal sistema immunitario attivato per qualcosa in atto, è bene evitare di fare il linfodrenaggio, in quanto risulterebbe inutile e anche poco raccomandato.

    Cosa vuol dire congestionate? Vuol dire che i linfonodi sono ingrossati e superficiali e quindi palpabili, cosa che normalmente non dovrebbe essere così. I linfonodi difficilmente sono palpabili se non volontariamente.

    Trovo spesso i linfonodi inguinali più reattivi in persone che presentano uno stato infiammatorio evidente agli arti inferiori. In questo caso, se le altre stazioni linfonodali sono “spente”, si può procedere, considerando però che quella “congestione” a livello inguinale potrebbe inibire o rendere molto meno efficace il trattamento.

    Per questo, SEMPRE e COMUNQUE, se si decide di investire tempo e soldi in queste terapie, occorre mettere prima in atto un regime alimentare antinfiammatorio e una minore sedentarietà.  Proprio per iniziare a  lavorare da dentro, sull’infiammazione.

    Il linfodrenaggio quindi non lavora sull’infiammazione?

    Il linfodrenaggio non può lavorare sull’infiammazione se trova le vie linfatiche congestionate.

    Il linfodrenaggio sospinge la linfa, ma la linfa deve passare dai linfonodi per essere filtrata. Se questi non sono liberi non passa!

    Dal momento che si migliora l’aspetto infiammatorio, il linfodrenaggio aiuta eccome a riportare in equilibrio un sistema così complesso.

    Ed ecco che seduta dopo seduta il corpo cambia.

    GLI ALTRI PUNTI COLLATERALI

    Poi ci sono le altre cose, ad esempio le calze compressive utilissime per supportare una stasi venosa, per limitarne i danni dovuti da essa.

    Poi ci sono i trattamenti estetici sui quali non ho le competenze per parlarne, se non la mia opinione personale.

    Poi ci sono gli integratori, più o meno validi, ma sempre strumenti da utilizzare in accompagnamento alle altre cose e su consiglio preferibilmente medico.

    IN CONCLUSIONE

    Stare meglio spesso è una questione di scelte, di priorità e di qualche sacrificio.

    Il vero problema è:

    quanto conto io, il mio benessere, la mia salute, il mio stato emotivo, per ME?