Tag: kalaevoluzione

  • Combattere infiammazione e inestetismi con  muscoli, buone abitudini e un buon sistema drenante

    L’IMPORTANZA DEI MUSCOLI CON IL PROGREDIRE DELL’ETA’

    Anche se non è il mio campo, io mi occupo di trattamenti massoterapici in chiave olistica, studiando approfonditamente (per lavoro e per interesse personale) il sistema linfatico in tutti i suoi aspetti, mi sono resa conto che c’è un aspetto importantissimo che tante donne della mia età, prossime ai 50, sottovalutano.

    Olisticamente ti voglio far capire bene cosa avviene e perché avviene.

    Ma non ne parlo solo in termini puramente estetici di quanto sarebbe bello avere un corpo più tonico e con meno problemi gravitazionali!  Ne parlo soprattutto in termini di salute primaria.

    Perché prendo in causa proprio questa fascia d’età (ma non solo, si intende), per parlare di questa problematica strettamente correlata all’apparato muscolare e linfatico?

    Perché quando si “scavallano” i fatidici 40 anni, ahimé, che ci piaccia o no, a parte le  tante candeline da spegnere e una maggiore autoironia acquisita,  iniziano ad accadere cose in noi non interrompibili, perché biologiche.

    Gli estrogeni iniziano a zoppicare e contestualmente il nostro apparato muscolare inizia ad assottigliarsi. E’ un processo inesorabile se stiamo immobili a guardare. Anno dopo anno il corpo ce lo mostra con cedimenti e svuotamenti.

    Anno dopo anno vediamo il corpo cambiare. Cambia nella consistenza, cambia nella forma, cambia nell’aspetto dell’epidermide, cambia nella sua pienezza.

    Il viso e il collo sicuramente sono i due distretti che abbiamo più sotto controllo guardandoci ogni giorno allo specchio e a cui prestiamo più attenzione; ed ecco che iniziamo proprio qui a vedere quelle guance che scendono verso il basso, un profilo non più  così ben definito, un decolté avvizzito.

    Non sarà che forse ci sta venendo a mancare il sostegno?  Non sarà che pure il viso, come il corpo, è formato da un insieme di muscoli che con il passare degli anni perdono di volume facendoci perdere gli ancoraggi dei tessuti?

    Eh sì, tutto scende ahimé! (Ma potremmo sempre metterci a testa in giù per cambiare prospettiva 🙃)!

    Ma se il viso puoi riempirlo con artefici ed artefatti, tutto il resto del corpo???

    Ah beh sì, basta coprirlo!

    Al resto del corpo dobbiamo pensarci noi. Considera che il corpo, a partire non dai 40, ma bensì dai 30 anni, perde dal 3 all’8% della massa muscolare ogni dieci anni (circa 0,3-0,8% all’anno). Dopo i 60 anni arriva a 1-2% all’anno.  Si chiama sarcopenia.

    Ci sono diversi punti di contatto importanti tra sarcopenia e sistema linfatico.

    I MUSCOLI AIUTANO IL SISTEMA LINFATICO A FUNZIONARE

    Quando i muscoli si contraggono, comprimono i tessuti e favoriscono il ritorno della linfa verso il circolo sanguigno. I capillari linfatici infatti, sono immersi nel tessuto connettivo che circonda i muscoli.

    Le loro pareti possiedono particolari filamenti di ancoraggio che li collegano alla matrice extracellulare circostante.

    Quando il tessuto si muove o si distende durante la contrazione muscolare, questi filamenti tirano le pareti del capillare linfatico, favorendone l’apertura e l’ingresso del liquido interstiziale.

    Con la sarcopenia:

    • Diminuisce la massa muscolare
    • Diminuisce la forza delle contrazioni
    • Può ridursi l’efficienza del drenaggio linfatico

    Questo può favorire ristagno di liquidi e peggiorare alcuni edemi.

    INFIAMMAZIONE CRONICA

    La sarcopenia è associata a uno stato di infiammazione cronica di basso grado (inflammaging). Inflammaging è un termine che unisce inflammation (infiammazione) e aging (invecchiamento). Indica uno stato di infiammazione cronica lieve, persistente e diffusa che tende ad aumentare con l’età, anche in assenza di infezioni o malattie acute.

    L’inflammaging aumenta la degradazione delle proteine muscolari; riduce la sintesi di nuove proteine e rende il muscolo meno sensibile agli stimoli anabolici.

    Il sistema linfatico è coinvolto nel trasporto di cellule immunitarie e nella regolazione delle risposte infiammatorie.

    Quando il sistema linfatico funziona meno efficacemente:

    • Possono accumularsi mediatori infiammatori nei tessuti;
    • L’infiammazione può contribuire alla degradazione delle proteine muscolari;
    • Si crea un circolo vizioso che favorisce ulteriore perdita di muscolo e un ristagno di liquidi maggiore.

    SI PUO’ CONTRASTARE?

    Le strategie con prove più solide sono:

    L’ESERCIZIO FISICO REGOLARE

    L’esercizio fisico (allenamento di forza e attività aerobica moderata) è uno dei pochi interventi che migliora contemporaneamente:

    • La massa e la forza muscolare;
    • Il flusso linfatico;
    • La funzione immunitaria;
    • Il controllo dell’infiammazione.

    ADEGUATO APPORTO DI PROTEINE

    Per contrastare la sarcopenia e le conseguenze ad essa collegate, un corretto apporto proteico è uno dei fattori più importanti. Anche per il sistema linfatico le proteine hanno un ruolo rilevante.

    Negli adulti sani e attivi le società scientifiche raccomandano generalmente

    1,0 – 1,3 g di proteine per kg di peso corporeo al giorno.

    In presenza di sarcopenia, malattie croniche o durante la riabilitazione 1,2 – 1,5 g/kg/die.

    Distribuire le proteine nei vari pasti è  più efficace che concentrarle in un solo pasto.

    Parlando invece di sistema linfatico, se l’apporto proteico è insufficiente aumenta la tendenza dei liquidi a uscire dai capillari e accumularsi nei tessuti (edema). Nei casi gravi di malnutrizione proteica, questo può causare gonfiore importante.

    Un elenco di fonti proteiche particolarmente utili?

    • Uova
    • Pesce
    • Carne magra
    • Yogurt greco
    • Parmigiano reggiano
    • Legumi
    • Soia

    SONNO SUFFICIENTE

    Il sonno è uno dei punti di incontro più interessanti tra sarcopenia, sistema linfatico e infiammazione cronica.

    Durante il sonno avvengono molti processi che favoriscono il mantenimento del muscolo:

    • viene rilasciata una quota importante di ormone della crescita (GH), soprattutto nelle fasi profonde del sonno;
    • aumenta la riparazione dei tessuti;
    • viene ottimizzata la sintesi proteica;
    • si regolano ormoni come testosterone e cortisolo.

    Quando, al contrario, il sonno è frammentato o insufficiente:

    • aumenta il cortisolo (ormone catabolico);
    • aumenta l’infiammazione;
    • diminuisce la sensibilità anabolica del muscolo alle proteine e all’esercizio;
    • aumenta il rischio di perdita di massa e forza muscolare.

    Parlando di sonno e sistema linfatico entra in gioco il sistema glinfatico, una rete di drenaggio del cervello strettamente collegata ai vasi linfatici che circondano il sistema nervoso centrale.

    Durante il sonno profondo vengono eliminate sostanze di scarto metabolico mentre quando si dorme male possono aumentare i segnali infiammatori.

    Il sonno non è un fattore secondario quando si parla di salute muscolare e linfatica. Un adulto dovrebbe garantirsi almeno 7ore di sonno con una buona quota di sonno profondo.

    DIETA RICCA DI VEGETALI, LEGUMI, PESCE E GRASSI INSATURI.

    La salute dei tessuti dipende dall’equilibrio tra nutrizione, massa muscolare, infiammazione e circolazione dei liquidi.

    SERVE L’ENERGIA ADEGUATA.  

    Se mangi troppo poco e hai più di 30 anni il corpo utilizza il muscolo come fonte energetica.

    Una dieta povera di nutrienti e ricca di alimenti ultraprocessati favorisce l’infiammazione cronica di basso grado.

    Un modello alimentare simile alla Dieta Mediterranea è associato a:

    • Minore infiammazione
      • Migliore qualità muscolare;
      • Migliore salute cardiovascolare e metabolica.

    LA COMBINAZIONE PIU’ EFFICACE

    Il miglior approccio è quello olistico.

    Non è l’alimentazione da sola, né il drenaggio linfatico da solo, ma la combinazione di:

    • Allenamento di forza
    • Movimento aerobico quotidiano (camminata, scale, jogging)
    • Adeguato apporto proteico
    • Sonno di buona qualità
    • Nutrizione varia, fresca e sana, ricca di micronutrienti quali vitamina C, zinco e rame che elasticizzato i tessuti cutanei.
    • Controllo dell’infiammazione attraverso uno stile di vita sano

    Il muscolo è un organo metabolico e meccanico che aiuta continuamente il sistema linfatico a svolgere il suo lavoro.

    Non è solo una questione estetica. E’ salute a 360°.

    Un braccio svuotato e cadente non è brutto da vedere, è un campanello di allarme che ti dice che stai perdendo tessuto muscolare. E’ un campanello di allarme che ti dice che anche il tuo sistema immunitario potrebbe risentirne.

    La salute parte SEMPRE da dentro. Da una presa di consapevolezza.

    La prevenzione inizia quando si smette di nascondere la testa sotto la sabbia e si sceglie di affrontare la propria salute con consapevolezza.



  • Alimentazione Antinfiammatoria e Movimento per il Benessere Estivo

    ESTATE

    Con l’arrivo del caldo avere cura del nostro sistema circolatorio e  linfatico  è di primaria importanza.

    Le temperature afose tendono infatti a creare un rallentamento dei nostri due apparati circolatori.

    VASODILATAZIONE

    Perché succede? Perché avviene una vasodilatazione; le vene si dilatano per aiutare il corpo a disperdere calore. E’ un processo naturale che ci mantiene in vita, e per fortuna che la natura ha pensato a tutto!

    Però purtroppo ogni modificazione di quella che in gergo viene definita “omeostasi”, porta con sé degli effetti collaterali.

    Quando c’è caldo il corpo tende a surriscaldarsi, le nostre vene e i nostri capillari venosi iniziano a dilatarsi per abbassare la temperatura interna, e questa vasodilatazione porta il sangue a ristagnare maggiormente nelle zone periferiche, ovvero quelle più distanti dal cuore.

    MA NELLO SPECIFICO COSA SUCCEDE?

    UN PO’ DI FISIOLOGIA..

    Il sangue arterioso, per andare a nutrire tutto il nostro organismo (sai che è proprio il sangue a trasportare tutti i nutrienti, ma non solo quelli, trasporta anche gli ormoni necessari al nostro benessere e alla vita); ecco, per arrivare a nutrire tutte le nostre cellule si avvale di una rete intricata di capillari.

    I capillari non sono solo vene più piccole (e brutte), ma hanno proprio una struttura diversa rispetto alle vene e alle arterie.  E come dicevo prima nulla è lasciato al caso!  Infatti i capillari (in questo caso i capillari arteriosi) hanno proprio il compito di rilasciare, grazie alla loro permeabilità e alla  “trama” larga di cui sono fatti, tutti i nutrimenti.

    Le cellule, in fase “digestiva”, rilasciano in questo liquido (plasma) i loro scarti.

    Quest’ultimo, che in questa fase è detto liquido interstiziale proprio perché si trova negli interstizi, ovvero negli spazi “vuoti” tra una cellula e l’altra, in un sistema che funziona normalmente non rimane a lungo in giro, ma grazie ai capillari venosi e ai vasi del sistema linfatico viene immediatamente riassorbito, filtrato, poi in parte rimesso nel flusso sanguigno e in parte eliminato.

    IL RISTAGNO DEI LIQUIDI

    Quando, per una qualche ragione (quale per esempio il caldo e/o lo stile di vita, e/o una fase di vita come la gravidanza, la menopausa, il sovrappeso, la congestione pelvica, la sedentarietà, post intervento chirurgico, ecc..) il ritorno venoso verso il cuore rallenta, i capillari (in questo caso i c. venosi) non riescono più a gestire questo compito in modo efficace ed efficiente e inizia ad accumularsi più liquido di scarto libero negli interstizi di quanto se ne riesca a portare via.

    I capillari si congestionano e un primo segno visibile soprattutto per chi soffre in modo cronico di problemi circolatori sono proprio questi antiestetici capillari che, se nella normalità delle cose sono invisibili all’esterno, nella anormalità del funzionamento diventano ben visibili sulla cute creando delle “ragnatele” poco carine a vedersi. Questo è sempre segno di sofferenza venosa, da valutare angiologicamente, e non solo dal chirurgo estetico.

    INFIAMMAZIONE

    Questo liquido interstiziale che inizia a rimanere più del dovuto in giro, oltre ad accumularsi e creare gonfiori visibili, crea uno stato infiammatorio interno. E’ proprio lei, l’INFIAMMAZIONE, la colpevole di tutte le nostre disgrazie estetiche! (In situazioni più serie non solo estetiche).

    Ma veniamo all’altro spazzino dedito al lavoro di raccolta ed eliminazione del liquido interstiziale: il sistema linfatico.

    IL SISTEMA LINFATICO

    Il sistema linfatico è un sistema composto da vasi (chiamati collettori) presenti nella quasi totalità dei tessuti del corpo, che tramite una rete di capillari (capillari linfatici), raccolgono il liquido interstiziale in eccesso e lo portano verso le nostre stazioni linfonodali dove viene filtrato e reimmesso nel sangue.  I capillari linfatici sono ancora più permeabili dei capillari sanguigni, riuscendo così a raccogliere particelle relativamente grandi e concorrendo alla nostra immunità.

    Il liquido interstiziale, quando viene aspirato dal sistema linfatico, prende il nome di LINFA.

    COME FUNZIONA

    Il sistema linfatico è un sistema che funziona molto più lentamente del sistema sanguigno, perché non può godere della forza propulsiva del cuore per far avanzare la linfa lungo i suoi “canali”.  

    Può giovare solo di due aiuti: 

    • Uno è situato sotto la pianta del piede, è una vera e propria soletta che se sollecitata (con la deambulazione), attiva una spinta della linfa lungo i dotti linfatici.
    • L’altro è situato poco più su, ovvero è l’attivazione dei muscoli che compongono il nostro polpaccio (ad esempio fare le scale), ma oltre a quelli  tutto il nostro sistema muscolare aiuta il defluire della linfa, tant’è che l’uomo, tendenzialmente avendo un apparato muscolare più sviluppato e meno sbalzi ormonali, non ha queste problematiche.

    Quando si verifica una stasi di questo liquido interstiziale, è quindi fondamentale capire che i protagonisti che si stanno giocando la partita sono tanti. E non basta una cosa per risolvere magicamente il problema.

    Diagram of human lymphatic system with labeled lymphatic vessels, lymph nodes, and lymphoid organs
    Detailed diagram of the human lymphatic system showing vessels, nodes, and organs

    INFIAMMAZIONE, CONGESTIONE, FIBROSI, NODULI

    Tutto rallenta, si forma congestione, si crea infiammazione, l’infiammazione crea fibrosi, noduli, che a loro volta comprimono ulteriormente i vasi, insomma è una situazione complessa che non si risolve di sicuro con una crema o un bendaggio o una settimana detox o una tisana drenante.  

    Tutte cose valide per contenere la “sintomatologia” visiva ma inefficienti per curare la causa.

    In estate il problema, per chi ha questa predisposizione, si acutizza e rende più visibili gli inestetismi derivanti da questa stasi e da questo stato infiammatorio:

    piedi che si gonfiano dopo una giornata in giro, caviglie che si gonfiano, gambe pesanti o a volte anche dolenti, pancia più gonfia, affaticamento, viso gonfio al risveglio, disturbi digestivi, cute più secca, avvizzita.

    E CONCRETAMENTE COSA POSSIAMO FARE?

    Innanzitutto non spendere troppi soldi in cosmetici, integratori, e rimedi esterni ma iniziare agendo dall’interno.

    A TAVOLA

    Uno stato infiammatorio per prima cosa lo spegni a tavola. Quello che ingerisci può alimentare le fiamme o può spegnere l’incendio.

    Un alimento altamente infiammante da ridurre drasticamente è lo zucchero, che ingeriamo quotidianamente in grande quantità sotto varie forme, solide e liquide.

    Alimenti fortemente disinfiammanti sono invece gli ortaggi, che in questa stagione dovrebbero rappresentare la base della nostra alimentazione.

    Una piccola parentesi olistica:

    se osservassimo la natura, di cui facciamo parte, sapremmo già cosa fare. L’estate in natura ci regala tantissimi frutti e tantissimi ortaggi colorati; un invito a modificare la nostra alimentazione sul naturale! Tutto ci parla, sta a noi volerlo ascoltare!

    L’idratazione, a maggior ragione quando fa caldo, deve essere adeguata (ma bastano i telegiornali a ricordarcelo)!

    IL MOVIMENTO

    Il secondo punto è il movimento. La camminata ma non solo. Ho scritto prima che il sistema linfatico ha bisogno dei muscoli per funzionare efficacemente. Non ha un meccanismo suo che fa avanzare i liquidi che trasporta, a parte qualche valvola che però da sola non può spostare tanta linfa; ha bisogno di una sollecitazione del piede e dei muscoli. Che può arrivare solamente da noi. Il nuoto e il movimento in acqua sono un toccasana per le problematiche del sistema circolatorio e linfatico.

    Se i primi due punti sono FONDAMENTALI per cambiare una situazione più o meno compromessa, il terzo e ancor meno quelli a venire sono collaterali.

    IL LINFODRENAGGIO

    Il terzo punto sono i trattamenti linfodrenanti. Il linfodrenaggio manuale, Vodder o Leduc, non curano l’infiammazione in modo diretto come può fare invece l’alimentazione, ma fungono da sistema di pompaggio per far risalire i liquidi, aumentando così la portata del sistema linfatico che di suo è molto lento.

    Il linfodrenaggio manuale è una tecnica dolce, superficiale, perché non deve andare a lavorare il muscolo ma bensì deve agire sotto il derma, il cui spessore varia in base alla conformazione fisica; infatti il derma include anche lo strato adiposo. I liquidi stazionano al di sotto di esso.

    Il linfodrenaggio manuale inizia con l’apertura delle stazioni linfonodali dello sterno, della testa, del cavo ascellare, dell’addome, dell’inguine, del cavo popliteo e all’altezza della caviglia.

    I LINFONODI

    Se queste stazioni linfonodali sono congestionate perché coinvolte dal sistema immunitario attivato per qualcosa in atto, è bene evitare di fare il linfodrenaggio, in quanto risulterebbe inutile e anche poco raccomandato.

    Cosa vuol dire congestionate? Vuol dire che i linfonodi sono ingrossati e superficiali e quindi palpabili, cosa che normalmente non dovrebbe essere così. I linfonodi difficilmente sono palpabili se non volontariamente.

    Trovo spesso i linfonodi inguinali più reattivi in persone che presentano uno stato infiammatorio evidente agli arti inferiori. In questo caso, se le altre stazioni linfonodali sono “spente”, si può procedere, considerando però che quella “congestione” a livello inguinale potrebbe inibire o rendere molto meno efficace il trattamento.

    Per questo, SEMPRE e COMUNQUE, se si decide di investire tempo e soldi in queste terapie, occorre mettere prima in atto un regime alimentare antinfiammatorio e una minore sedentarietà.  Proprio per iniziare a  lavorare da dentro, sull’infiammazione.

    Il linfodrenaggio quindi non lavora sull’infiammazione?

    Il linfodrenaggio non può lavorare sull’infiammazione se trova le vie linfatiche congestionate.

    Il linfodrenaggio sospinge la linfa, ma la linfa deve passare dai linfonodi per essere filtrata. Se questi non sono liberi non passa!

    Dal momento che si migliora l’aspetto infiammatorio, il linfodrenaggio aiuta eccome a riportare in equilibrio un sistema così complesso.

    Ed ecco che seduta dopo seduta il corpo cambia.

    GLI ALTRI PUNTI COLLATERALI

    Poi ci sono le altre cose, ad esempio le calze compressive utilissime per supportare una stasi venosa, per limitarne i danni dovuti da essa.

    Poi ci sono i trattamenti estetici sui quali non ho le competenze per parlarne, se non la mia opinione personale.

    Poi ci sono gli integratori, più o meno validi, ma sempre strumenti da utilizzare in accompagnamento alle altre cose e su consiglio preferibilmente medico.

    IN CONCLUSIONE

    Stare meglio spesso è una questione di scelte, di priorità e di qualche sacrificio.

    Il vero problema è:

    quanto conto io, il mio benessere, la mia salute, il mio stato emotivo, per ME?